Acconciature

Sto pensando a farmi crescere i capelli (poi, quando mi stufo, li faccio tagliare appena sotto la nuca e ricomincio: perdo poco tempo dalla parrucchiera, solo una volta l’anno).

Per un’attimo mi è passata davanti l’idea, mai sentita esprimere chiaramente, ma implicitamente sempre messa in pratica, di tenere i capelli corti (al massimo un caschetto appena sotto le orecchie) dopo una certa età: non ho ancora visto signore negli “anta” portare i capelli lunghi e sciolti, o raccolti in una coda (“non sono mica una ragazzina!”).

Ho subito pensato “chissenefrega, mi tengo i capelli come mi piacciono, l’età non c’entra nulla”.

Poi mi sono tornate in mente le bisnonne di quand’ero piccola, donne nate all’inizio del 1900, che da vecchie erano sempre vestite di nero o di scuro, con abiti abbastanza informi e i capelli grigi o bianchi raccolti in una crocchia sulla nuca, tipicamente tenuta insieme dalle “forcine”, la cui parte curva faceva capolino lungo la circonferenza dello chignon. Se non ricordo male in alcuni casi si trattava di una treccia arrotolata e fermata con le forcine. Non ho mai indagato nè domandato, era una di quelle cose riservate, probabilmente se avessi osato chiedere avrei ottenuto un “non fare queste domande!” in risposta, come per un sacco di altre cose che, misteriosamente, dovevano saperle tutti, senza che nessuno le rivelasse. Ho provato a immaginare che cosa pensasse o provasse una donna di quella generazione, guardandosi allo specchio, mentre si pettinava e raccoglieva i capelli, lunghi da sempre, ormai bianchi, non più da ostentare come vezzo, ma che poteva ricordare loro una femminilità e un’eleganza o una sensualità abbandonate nel passato.

Controsensi

Nei film per tutti: scene d’amore censurate, omicidi, crimini e guerre no. Due persone che si baciano o fanno sesso scandalizzano, una persona che ne ammazza un’altra no? (parlo di film in prima serata, non di film di genere vietati ai minori -che non ho mai guardato, peraltro-).

Nel sentire comune e nelle discussioni di legge recenti: due persone dello stesso sesso che si vogliono bene scandalizzano – o forse non dovrebbero, ma allora bisogna parlarne e sventolarlo ai 4 venti, anche dove la vita privata c’entra poco, facendoci sopra un sacco di rumore- mentre due persone di sessi diversi che litigano, si insultano, divorziano, si fanno la battaglia legale per la spartizione dei beni e la custodia dei figli sono all’ordine del giorno e se ne parla tranquillamente o ci si fa spettacolo sopra?

Spiedini di gamberetti e prosciutto crudo

  • olio
  • succo di limone
  • sale
  • yoghurt naturale (max un vasetto)
  • erba cipollina
  • gamberetti sgusciati e cotti (una decina a persona)
  • prosciutto crudo tagliato spesso 1mm (una fetta a persona)

Scaldare il forno a 220º.

Preparare un pinzimonio di olio, succo di limone e sale (a occhio una parte di succo di limone e due di olio). Spennellare i gamberetti col pinzimonio, preparare gli spiedini alternando gamberetti e pezzetti di prosciutto crudo.

Infornare 7 minuti a 220º.

Mentre cuociono, aggiungere lo yoghurt al pinzimonio, mescolarlo insieme all’erba cipollina. La quantità di youghurt da scegliere in base al gusto.

Il condimento allo yoghurt può guarnire sia gli spiedini serviti nel piatto che un’insalata verde di accompagnamento.

Già così, gli spiedini  sono una Φgata (con la “Fi” maiuscola), guarniti con la salsa allo yoghurt, ancora di più (gusto personale, s’intende).

PS: me li sono appena preparati in una giornata di maggio piovosa e temporalosa di GranVille, sono corsa a trascrivere la ricetta appena finito di mangiarli 😉

Approfittare della moda

Ho (quasi) sempre avuto gusti scorrelati con la moda (in particolare per l’abbigliamento, ma non solo), con il risultato che trovare le cose che mi piacciono è problematico.

Trovo idiota indossare/fare/dire/comprare qualcosa solo perchè è di moda.

Il Folletto, giustamente, maltratta i pantaloni buttandosi in scivolata sulle ginocchia e facendo altre cose che ho avuto la fortuna di non vedere. Ad ogni paio di pantaloni scucio le tasche posteriori (un posto in meno in cui mettere oggetti vari, poi lasciati dentro e lavati in lavatrice) e le tengo da parte come toppe per le ginocchia quando si bucano i gambali. Infilare il gambale di un paio di pantaloni misura 5 – 6-…10 anni intorno al braccio della macchina da cucire non è tanto ovvio (il gambale è stretto). Sono tornati di moda i pantaloni squarciati ad arte sulle ginocchia: non ho più bisogno di cucirgli le toppe 😀

Da ricordare

Sono in fila dal medico, scambio due battute con l’unica signora prima di me riguardo alla sala d’attesa vuota, appena prima che il medico chiami il paziente successivo mi dice “se vuole andare prima lei, lo so che oggi è mercoledì e ci sono i bambini da andare a prendere a scuola prima”. Declino l’offerta e ringrazio.

Parlo con la farmacista che mi da i soliti consigli per prevenire le infezioni alle vie urinarie. Le dico, sconsolata, che, grazie, li conosco tutti e non mi servono a niente purtroppo. Le racconto molto brevemente la mia anamnesi, scusandomi con “in ogni caso, non sta a lei sorbirsi le mie lamentele”. Mi risponde che è lì apposta per darmi una mano. La sua collega si inserisce nella conversazione, mi chiede ragguagli, mi chiede chi è il mio medico curante e commenta “è duro” (nel senso di “determinato” nel curare i pazienti), mi chiede se sono stata da uno specialista, le racconto del “granProfessore di FontanaBlu” che mi ha detto che “tra virgolette il suo caso non mi inetressa: le infezioni urinarie sono normali nelle donne, se me ne occupassi non farei che quello tutto il tempo, io sono un urologo chirurgo”. Alla farmacista scappa un’espressione potente, seppure “urbana” nelle parole, di disprezzo verso un simile esempio di medico, inizia a pensare se ha il numero di telefono del papà della sua amica, urologo, e mi consiglia di chiedere la mio medico di mandarmi da uno specialista. Le spiego che iniziative ho preso io (ho comprato le bande per la misura del pH: la prossima volta ai primi sospetti mi analizzo l’urina in casa e, nel caso, corro dal medico, non aspetto che i sintomi siano palesi e dolorosi ad infezione ben avviata – non mi piace allarmarmi per nulla ma ormai lo so come finisce). Apprezza la mia genialata (lo so, la medicina per queste cose è a compartimenti stagni: io pensavo che fossero prodotti solo per professionisti della salute, non disponibili per tutti, l’ho chiesto al medico, mi ha detto di chiedere in farmacia che cosa prescrivermi che sia rimborsabile dalla mutua, la farmacista ha trovato su internet una confezione di 28 strisce per circa 50 euro e le sembrava cara, in ogni caso non rimborsabile; alla fine ho cercato da sola su internet, ho trovato una confezione da 28 strisce -cartine di tornasole?- al modico prezzo di 6,56€, sto aspettando la consegna).

Giusto per ricordarmi di queste persone gentili, che hanno cercato di darmi una mano.

2F

Ormai gli anni li misuro in esadecimale. E poi, il numero attuale lo trovo antipatico, in sè, senza una ragione, è pure un numero primo scomodo da usare.

In ogni caso, oggi è il mio compleanno. Ieri ho festeggiato con i miei ragazzi, Loricott ha preparato la pizza in casa, abbiamo pranzato insieme. Il Folletto ed io abbiamo scelto una torta con meringa al limone, ho chiesto una candelina da mettere sulla mia fetta ed ho sespresso il mio desiderio: una cosa importante, ma non posso dirla altrimenti non si avvera 😉 . Il Folletto mi ha regalato un film di animazione di Batman col lego (mamma, l’ho già guardato ed è bello,  te lo regalo!), mentre Loricott mi ha triplicemente sorpresa: mi ha fatto un regalo (da anni non ce ne facevamo per i compleanni), si tratta di un gioiello (da anni non me ne regalava), è un ciondolo con un motivo particolare, lo stesso che porta la principessa nel Signore degli Anelli (qui la mia ignoranza fa capolina, ma lui è esperto ed appassionato della saga) con un fiore di zirconi blu. Una bella giornata, trascorda in modo fluido, senza intoppi, non ha nemmeno piovuto, ma ho giocato d’anticipo di un giorno…

Altro che Mastercard :: 2

  1. Trovare un posto tranquillo dentro centroRicercaBelga per ragionare su un pezzo di codice che non va: 5 minuti.
  2. Immergersi nel lavoro dimenticandosi dove si e’: 1 ora.
  3. Esultare al raggiungimento della soluzione con pugno alzato e sonoro “Yesssss!” e solo dopo ricordarsi di essere in mezzo al Cafe del centro ricerca con i clienti in fila alla cassa che si complimentano con te:

priceless.

Cheffiguradimm… 😛

Stereotipi e numeri

In tedesco nei numeri dal 20 al 99 si leggono prima le unità e poi le decine: 23 si dice “tre e venti”. Parecchie persone di lingua madre tedesca a cui l’ho fatto notare (insieme alle mie difficoltà) non hanno capito che cosa stessi dicendo (ma ti ascolti quando dici un numero e vedi che cifre scrivi?).

In francese, da 0 a 69 sono come in italiano, dal 70 in poi si fanno i conti: 70 si dice “sessanta-dieci”, 79 si dice “sessanta-diciannove”, 80 si dice “quattro-venti”, 90 si dice “quattro-venti-dieci”, fino a 99 che si dice “quattro-venti-diciannove”. Tutti i francesi a cui ho spiegato la mia difficoltà (“se mi dici quattro-venti-diciassette, io penso quattro-venti è 80, +17 fa 97”) sono rimasti sorpresi e in qualche secondo hanno capito.

Sarà anche uno stereotipo, ma una certa inquadratura mentale è una realtà.

Mica solo loro: un collega irlandese spiegava ad un capogruppo italiano poco più che trentenne  (che lo guardava con aria ebete, nonostante fosse il tipo “tra ‘io’ e’Dio’ c’è solo una ‘D’ di differenza”) come per lui fosse complicato il fatto che si usino gli ausiliari “essere”, “avere”, “stare”, quando in inglese si usa sempre “essere”: I am cold (ho freddo), I am hungry (ho fame), I am well (sto bene). Ha rinunciato vista la barriera mentale dell’esemplare che aveva di fronte.

Letteralmente

DN.: Folletto, per favore, spazza le briciole sotto la tua sedia.

Fol: lo faccio subito.

DN.: 😯 😀

… vado a vedere

DN.: Folletto, per favore, spazza le briciole rimanenti [attorno alle gambe della sedia]

Fol: mamma! tu mi hai detto sotto la mia sedia, non sotto il tavolo.

DN.: la prossima volta sarò più precisa… 😕